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Le interviste di Bruno Elpis

Cinque domande ad Amélie Nothomb

Amélie Nothomb risponde di suo pugno alle nostre domande!
L’occasione di questa breve intervista della serie “Cinque domande a…” è la presentazione di “Riccardin dal ciuffo” alla libreria Hoepli di Milano del 22 febbraio 2017.

Grazie Amélie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. 

D - 1697: la fiaba di Pérrault. 2017: il romanzo di Amélie. Cos’è cambiato dopo trecentoventi anni per Riccardin dal ciuffo?
R - I miei personaggi non sono principi o principesse: devono trovarsi un lavoro, guadagnarsi la vita. È una differenza sacrosanta!

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Cinque domande a Carlo A. Martigli, a proposito de “La follia di Adolfo”

D - Dunque quella A puntata nel tuo nome sta per Adolfo…
R – Sì, confesso. È come una nemesi. Per tradizione di famiglia ci doveva essere un Adolfo ogni due generazioni. Toccava a me, ma per fortuna mia madre impose prima il nome Carlo. La memoria di quell’Adolfo con i baffetti non era ancora passata quando sono nato. Comunque il mio codice fiscale inizia proprio con mrtcld… Adolfo è dentro. 

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Intervista a Gian Paolo Serino

Essere uno scrittore non lo considero un mestiere, ma un'esigenza

Foto: Credits Nino Saetti, www.ninosaettiphoto.it 

Prima di parlare del tuo romanzo “Quando cadono le stelle” accenniamo a qualche iniziativa che ti vede protagonista. Come procedono le tue collaborazioni radiofoniche?
La radio è un amore che ho da sempre. Prima come ascoltatore. La radio è un mezzo straordinario. Non è una tele-visione: puoi chiudere gli occhi e  immaginare quello che vuoi tu. L’amore per il microfono, che uso come un microfono d’inchiostro, lo devo a Flavia Cercato, una delle migliori voci della radio di oggi. Raramente capita di ascoltare una “voce” che riesce a ovattarti di candore e al contempo a farti aprire gli occhi sul mondo. Oggi anche la radio tende sempre più a essere “urlata”: secondo me la radio deve essere un sussurro al nostro io, senza però narcotizzarti. È Flavia Cercato che mi ha voluto, anni fa, a Radio Capital, insieme a Massimo Cotto, per la trasmissione della mattina “I Capitalisti”. Due anni splendidi in cui ho consigliato e sconsigliato molti libri. Ho cercato di parlare di libri a mio modo: in maniera rock, anche dissacrante, ma viva. Perché la letteratura -in radio, sui giornali, in televisione, sul web- deve  superare i confini della noia con cui viene sempre presentata. Per questo mi è piaciuta molto l’esperienza a R101 con la Gialappa’s Band: parlare di libri con Flavia e con Giorgio Gherarducci e Marco Santin è stata una grande esperienza.Anche perché avevo la sensazione di essere a “casa”: tra ironia e autoironia ma con competenza. 

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Intervista a Carlo A. Martigli

D – Come si colloca “La scelta di Sigmund” rispetto alla tua precedente produzione letteraria di autore di romanzi storici?
R –  Alcuni anni fa, il periodo cinquecentesco era appannaggio di pochi, adesso è inflazionato, ed era giusto cambiare. Ambientare il romanzo nel 1903 è stata una sfida, ormai posso dire vincente. La Scelta di Sigmund è quindi un passo avanti, verso una scrittura più appassionata, più intrigante e anche più divertente. E i lettori di ogni età mi stanno dando ragione. 

D – Come si concilia questa tua veste di romanziere con quella dell’apprezzato autore di narrativa per ragazzi?
R – Alcuni grandi autori, come John Grisham, il maestro dei legal thriller, scrivono sia per adulti che per ragazzi. Non è facile ma qui si dimostra la padronanza della scrittura. E poi, è divertente duplicarsi.  

D – Quale delle due anime ti dà le migliori soddisfazioni?
R – Non ti saprei dire: sono due soddisfazioni diverse. Quando sento dire dai ragazzi che con me trovano la voglia di leggere mi si riempie il cuore, così come quando i miei lettori adulti mi dicono che trovano finalmente il piacere di leggere. 

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