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Le recensioni di Bruno Elpis

Km 123 di Andrea Camilleri (qlibri)

coverLa forza della vendetta o le conseguenze del rimorso? 

Al Km 123 di Andrea Camilleri succede di tutto: rischia di morire in un pauroso incidente stradale l’imprenditore edile Giulio (“Una frattura alla mascella”), un tipo dall’intensa vita erotica e dalla dubbia moralità professionale. 

Più che incidente – questo accertano le indagini – si tratta di tentato omicidio. Le indagini fanno emergere gli intrallazzi amorosi (“Trova un’occasione per andare sicura a Borgo Pio e porta via le tue cose”) e i tradimenti di Giulio, che subisce l’immediata ritorsione della moglie Giuditta. 

La narrazione viene condotta sopprimendo la narrazione: i fatti che coinvolgono Giulio e Giuditta, l’amante Ester e suo marito Stefano, l’amica Maria e lo sfortunato Francesco si ricavano in un registro costituito soltanto da dialoghi o telefonate e righe scritte in verbali (“Sono un ex collaudatore. Ho pratica e so come si guida”), relazioni (“Il sottoscritto crede più alla forza della vendetta che alle conseguenze del rimorso”), sms, articoli di stampa. 

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La vita dispari di Paolo Colagrande (i-libri)

coverLa vita dispari – nel romanzo di Paolo Colagrande, terzo classificato al Premio Campiello 2019 – è quella di Buttarelli: “Una persona disturbata”, qualificata sempre e solo per cognome, che fa capolino nella parte iniziale dell’opera (“L’ultimo capitolo di Buttarelli, con l’impronta della tragedia già fissata sullo sfondo in una specie di inversione del tempo”) già fotografata nel tragico epilogo.

La narrazione immortala le tappe di una vita anomala: dal difficile periodo della scuola elementare (“Scuola Dioscoride Polacco, con una bidella Cleofe che verificava il corretto magistero dei bagni”), ove l’eroe spesso finisce nella stanza dell’oppressiva preside (“Perché Buttarelli finisse nell’ufficio di Maribèl più spesso degli altri”) più per caratteristiche personali (“Quell’ossessione per le differenze e le divisioni”) che per demeriti scolastici. Quella di Buttarelli è una patologia rara (“Si può dire che Buttarelli provasse un senso di sofferenza, ma più che altro di insofferenza per la pagina pari intesa come facciata sinistra di un libro aperto”), per certi versi imparentata a un disturbo dell’apprendimento (“Buttarelli soffriva di una banalissima forma di dislessia”), di fronte alla quale gli insegnanti propongono rimedi del tutto inadeguati (“Visto che Buttarelli a sinistra leggeva solo al contrario… bastava che Buttarelli appoggiasse uno specchio sulla linea mezzana del libro”). Ma è difficile – come spesso accade con le persone che vengono qualificate “diverse” – inquadrare e governare le abilità particolari e l’intelligenza insolita (“Era irregolare che uno studente prendesse appunti con dei logogrammi”…

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Nel silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco (i-libri)

coverNel silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco studia la complessità di tre rapporti madre-figlio cogliendone l’intensità in una situazione limite: la catastrofe causata da un incendio, che cristallizza l’evoluzione del rapporto in un attimo tragico e finale. 

La vicenda s’ispira al rogo della Grenfell Tower di Londra: la storia narra le ultime ore trascorse dai protagonisti prima che divampi l’inferno in un palazzo di Berlino (“Al momento l’interno 3B era vuoto, ma non inerte… Il frigorifero era rimasto acceso… alcune anomalie nel fusibile e nei cavi della morsettiera  dell’alimentazione costante”). 

Alice è una studentessa di architettura, vive la sua storia d’amore con il tedesco Matthias, incarna il sogno di emancipazione e libertà della madre (“Mamma mi chiama tante di quelle volte che ho tutto il diritto di non rispondere”). 

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Conversazione su Tiresia di Andrea Camilleri (i-libri)

coverIn Conversazione su Tiresia Andrea Camilleri ripercorre il mito secondo il quale Tiresia alternava identità sessuale (“Con una violenta bastonata uccisi una delle due serpi. Era la femmina, E in quell’attimo stesso venni mutato in donna”)  oscillando tra un sesso e l’altro (“Ammazzai il primo serpente che mi venne sotto tiro e di colpo tornai uomo”). 

La sua cecità viene ricondotta a una lite tra dei (“Zeus e Era… Litigavano per stabilire chi nell’atto sessuale provasse più piacere, l’uomo o la donna”), durante la quale Tiresia venne interpellato come giudice (“Risposi che esistono dieci gradi di piacere durante l’atto sessuale , che la donna ne gode per nove e l’uomo solo per uno”). Il suo responso non venne accettato (“Era si infuriò”), ma alla medesima circostanza vengono ricondotte le abilità divinatorie (“Zeus… mi disse che poteva al massimo risarcirmi… dandomi il dono della preveggenza e facendomi vivere sette esistenze non continuative. Così mi ritrovai cieco, indovino e in grado di vivere un tempo praticamente infinito”). 

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