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Le recensioni di Bruno Elpis

Il mio cuore cattivo di Wulf Dorn (Malgradopoi)

coverDorothea (detta Doro) si incolpa della morte del fratellino Kai (“Immagino che tu sappia cos’è un aneurisma congenito”), avvenuta durante la notte nella quale i genitori le hanno affidato il bambino (“Se poi una è anche costretta a fare la babysitter…”).
Nonostante le rassicurazioni (“Detto questo, non è che volessi fare del male a mio fratello”;Nessuno lo sostiene… Nessuno a parte te, Doro. E mi domando: perché?”), Doro è perseguitata dai rimorsi.
Dopo un trattamento sanitario dell’esaurimento e la separazione dei genitori, Doro si trasferisce con la madre nell’immaginaria cittadella di Ulfingen, sul lago omonimo. Lì viene consegnata alle cure del dottor Frank Nord, psicanalista vicino di casa (“Voglio risalire a ciò che hai rimosso, che non sei più capace di ricordare. Alla notte prima della morte di Kai. Deve essere successo qualcosa che ti fa sentire colpevole benché non ve ne sia alcun motivo apparente”) e padre di Julian, ragazzo che sta vivendo il dramma della morte della madre e del quale Doro s’innamora (“Accanto a Julian non c’erano mostri. Nessun Kai morto, nessun Kevin morto, nessuna ragazza dalla faccia da insetto: niente che potesse farmi paura”).

Nel frattempo ricompaiono incubi e visioni ad affliggere la vita della sedicenne.
Una  notte, attratta dai rumori nel capanno del giardino, Doro intravede un ragazzo che le chiede aiuto: è Kevin (“A Kevin piaceva l’haevy metal e tutta quella roba da adoratori del demonio”), un ragazzo perito in un incidente.
Kevin, con  David e Julian, nuovi amici di Doro, faceva parte della band dei Barlows (“L’anno scorso, quando abbiamo dato un concerto qui al lido. Ti piace il grunge?”).
La madre di Doro avvisa le autorità, ma quando arrivano i soccorsi Kevin è scomparso nel nulla (“E se si fosse trattato del suo fantasma? Che voleva comunicarmi qualcosa?”).
Lo spettro della follia ricompare nella vita di Doro, che non viene creduta proprio come Pierino nella celebre favola: “La storia del pastorello Pierino che, spinto dalla solitudine e dalla noia, si era messo a gridare – al lupo! Al lupo!”
Ma Doro è convinta di non essere pazza e vuole combattere la sua lotta personale per cercare la verità.
Intanto i ricordi della notte maledetta progressivamente riaffiorano (“Mi dispiace, non posso, perché è l’anniversario di matrimonio dei miei e io devo badare a mio fratello”)…

I thriller psicologici sono la mia passione, quelli di Wulf Dorn si trovano in vetta alle mie preferenze.
Il mio cuore cattivo” riconferma le doti narrative dell’autore de “La psichiatra”  e di “Follia profonda”: indaga nelle pieghe della mente e dell’animo per trovare origine e  ragione della malvagità umana.
Lo stile è incalzante, avvincente e inchioda l’attenzione del lettore sino all’ultima pagina…

Bruno Elpis

http://www.malgradopoi.it/recensioni/il-mio-cuore-cattivo-di-wulf-dorn