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Le recensioni di Bruno Elpis

Giulio Cesare, il primo dei Cesari di Antonella Di Martino (q-libri)

coverCon Giulio Cesare, il primo dei Cesari”, la “nostra” Antonella Di Martino allunga di un’importante unità la serie degli e-book intitolati ai “Signori della guerra”.

Dopo aver sostenuto – nelle precedente opera - il gravoso compito di inquadrare e descrivere la figura di Hitler, questa volta Antonella – azionando con sapienza le leve di una macchina del tempo della quale è esperta ammiraglia -  ci trasporta nell’antica Roma, a inseguire le traiettorie politico-militari del primo degli imperatori.

Nello scandire vittorie e successi travolgenti, l’autrice non si accontenta di descrivere i fatti, che abbiamo in parte appreso sui libri di storia, o le gesta del “De bello gallico” che abbiamo tradotto ai tempi del liceo (magari imprecando contro Vercingetorige e soffrendo più per i paradigmi cercati sul Castiglioni-Mariotti che per la lunghezza dell’assedio di Alesia). Nossignori, la “nostra” unisce alla cronaca storiografica sia la dimensione psicologica di un personaggio volitivo (“Alessandro alla mia età regnava già su molti popoli, e io invece non ho ancora combinato niente di buono. Non è terribile?”), determinato (“Preferirei essere il primo qui che il secondo a Roma”) e colto, sia la sfera erotico-sessuale di un amante esuberante, versatile ("Il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti: omnium mulierum virum et omnium virorum mulierem"), disinibito e appassionato (il rapporto d’amore che Cesare ebbe con Cleopatra, così simile a lui - regina, colta, mezza divina - era straordinario per la sua simmetria). 

Riporto l’incipit dell’opera, che ritengo essere un’efficace sinossi in quanto contiene in embrione tutti i passaggi che l’autrice sviluppa con la biografia intensa e torrentizia di Giulio Cesare.

“Cesare è stato il primo della stirpe dei Cesari.
Politico, letterato, condottiero, capo carismatico, dittatore.
Geniale e determinato.
Corruttore senza rimorsi.
Grande oratore, amatore ancora più grande.
Uomo d’azione e di pensiero, di crudeltà e di perdono.
Un autentico conquistatore, ambizioso oltre ogni misura.
Amato e temuto. Odiato.
Non amava i limiti, di nessun genere.
Ha voluto, fortissimamente, essere il Primo.
Lo è diventato, grazie alla sua intelligenza, alla sua determinazione e, soprattutto, al suo coraggio. Al suo fascino, talvolta. Alla sua spregiudicatezza, non di rado.
Senza dimenticare la Fortuna, dea che rispettava e onorava.
I suoi assassini l’hanno reso immortale.” 

Bruno Elpis 

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