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Le interviste di Bruno Elpis

Intervista ad Antonella Di Martino, autrice di “Giulio Cesare, il primo dei Cesari”

Antonella Di MartinoAbbiamo già rivolto qualche domanda ad Antonella Di Martino ai tempi non lontani della pubblicazione del saggio che ha scritto su Hitler. Oggi torniamo a parlare con lei nell’occasione di una nuova avventura che l’ha condotta… nella Roma Antica (il commento all’opera è disponibile a questo link). 

D - Antonella, vogliamo innanzitutto ricordare che Giulio Cesare, il primo dei Cesariappartiene alla serie dedicata ai “Signori della guerra”? Ci  parli di questa collana?
R - Cito le parole che hanno presentato i primi personaggi della serie, Gengis Khan e Attila: “due icone che fanno parte dell’immaginario collettivo mondiale e che hanno scritto con il sangue pagine e pagine di storia sui campi di guerra di mezzo mondo..” 

D - Chi sono i destinatari privilegiati di queste opere?
R - “Divulgazione di qualità”: tre parole che indicano con chiarezza intenzioni e destinatari di questa collana. Testi brevi, scritti con un linguaggio il più possibile semplice e scorrevole (uno stile difficile da scrivere, facile da leggere), per dare una sintesi efficace di un personaggio e di un’epoca: un assaggio, l’inizio e l’aiuto per un approfondimento. Chi studia sa quanto può essere utile avere una buona sintesi a portata di mano, per sostenere (non certo per sostituire) una ricerca più impegnativa. 

D - Cosa ti spinge a interessarti di personaggi così bellicosi? Quale delle figure che hai descritto nelle tue opere ti ha coinvolto maggiormente?
R - Hitler, Napoleone, Giulio Cesare sono personaggi molto distanti dalla mia vita e dai miei ideali: proprio per questo mi interessano. L’interesse nei confronti di Hitler e del nazismo è nato ai tempi dell’università, dopo una ricerca approfondita su questo particolare argomento. Giulio Cesare è un personaggio più complesso e difficile da giudicare. Ai suoi tempi la guerra e la crudeltà erano diffuse ovunque: le tribù celtiche non vivevano in pace, anche per questo sono state vinte e conquistate. La “pax romana” non è stata soltanto vanità da vincitori.? 

D - Quanto è stato faticoso sintetizzare in una settantina di pagine un personaggio iperattivo e intenso e dall’azionismo spinto come Giulio Cesare? Quali sono state le tue fonti?
R - Devo ringraziare soprattutto due autori: Giulio Cesare stesso e il suo antagonista Cicerone. Per cogliere il carattere di un personaggio non c’è niente di meglio che andare alle fonti più dirette, tenendo conto della prospettiva. Ricordiamo che Giulio Cesarenon era soltanto uomo d’azione, ma anche e soprattutto di pensiero. Un grande uomo, nel bene e nel male: le sue caratteristiche davvero insolite hanno reso più semplice la sintesi. 

D - E adesso… un po’ di pettegolezzo, visto che un capitolo s’intitola proprio “Gossip in Bitania”. Perché forse non tutti sanno che Giulio Cesare…
R - Sì, a Giulio Cesare piacevano molto anche gli uomini, così come gli piacevano le donne. Aveva una libido varia e abbondante. A quei tempi “l’omosessualità” non esisteva: il buon cittadino romano poteva fare sesso anche con maschi di ogni età, ma doveva avere un ruolo attivo, quindi gli era proibito coinvolgere altri cittadini romani. Cesare invece, “il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti”, non si poneva limiti di alcun genere: seguiva i suoi desideri e se ne fregava altamente degli scherni e degli insulti. Oggi sarebbe definito un “pansessuale”. 

D - Quattro mogli, diverse amanti, la più famosa delle quali è stata la mitica Cleopatra… Una vera macchina da guerra – non soltanto per le imprese in Spagna, Gallia e Britannia - questo Giulio Cesare…
R - Oltre a seguire i suoi desideri, Cesare seguiva il suo cuore: ha amato davvero le sue mogli. A quei tempi era insolito, e nuovo. Catone, romano di antichi principi, aveva ceduto "in prestito" sua moglie a un suo amico e poi se l'era ripresa, come se fosse stata un animale domestico. L’amore di Cesare per Cleopatra, donna così simile a lui (regina, colta, bella, mezza divina), era straordinario per la sua simmetria. Cesare era considerato eccentrico anche per questo. 

D - Possiamo riassumere - a beneficio di chi non ha ancora letto il tuo saggio – qual è stata la formula del successo del primo Cesare?
R - Cesare è stato senza dubbio un uomo dalle capacità straordinarie: non credo che sia possibile riassumere in una formula il suo successo. Dava molta importanza al sapere, alla cultura, alle tecnologie: prima dell’azione, il pensiero. Imparava dai suoi errori. Non esitava a sperimentare nuove soluzioni. Inoltre, come ho già detto, non amava i limiti. 

D - Nonostante le sue abilità, sappiamo tutti che fine ha fatto Cesare… Nella vita politica di quest’uomo hai riscontrato analogie con la politica dei nostri giorni?
R - Sulla morte di Cesare le ipotesi e gli interrogativi non mancano: non ho trascurato l’argomento. Non mancano nemmeno le analogie: per esempio il mercato dei voti è attivo anche adesso. L’amicizia del Crasso di turno è sempre importante, se non si è già altrettanto ricchi. Saper comunicare è sempre importante, ma la mitologia è cambiata. Per esempio, il coraggio non è più una virtù: Cesare era un demagogo abilissimo, ma aveva conquistato il popolo anche grazie al suo coraggio nei campi di battaglia; oggi, invece, vanno di moda personaggi come Schettino, che brillano per motivi diversi.  

D - Ti ispiri a qualcuno in particolare o hai qualche paradigma nello scrivere saggi storici? Quali sono gli accorgimenti ai quali ricorri per tener desto l’interesse del lettore?
R - Non c’è un modello, seguo una ricetta personale. Ingredienti: sintesi, chiarezza, semplicità. Far scorrere veloce la storia. Raccontare molto con poco. Illuminare il significativo, tagliare l’incerto e il superfluo. Un pizzico di ironia quando si può. Far comprendere le motivazioni attraverso i fatti. 

D - Ci puoi già anticipare chi sarà il prossimo “Signore della guerra” al quale ti dedicherai?
R - No, mi dispiace: è ancora troppo presto. 

Ringraziamo Antonella per la gentilezza e la disponibilità con le quali ha risposto alle nostre domande. 

Bruno Elpis 

http://www.malgradopoi.it/recensioni/intervista-ad-antonella-di-martino-autrice-di-giulio-cesare-il-primo-dei-cesari